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30/03/22

Appunti sulla produzione di utopie concrete - Autodialogo di Francesco Careri

 Constant, New Babylon, Gezic op New Babylonsche Sectoren, 1969
(Viste dei settori di New Babylon), fotomontaggio di Victor Nieuwenhuys
.

Testo pubblicato con il titolo: Autodialogo sulla produzione di utopie concrete, in Alessandra Criconia (ed), Una Città per tutti. Diritti, spazi, cittadinanza, Donzelli, Milano 2019, pp 111 - 120, ISBN978-88-5522-002-6

traduzione spagnola in: Autodiálogo sobre la producción de utopías concretas, “DEARQ” n 28, “Nuevas Situaciones”, Universidad de los Andes, Bogotà 2020, pp. 8-17, ISSN 2215-969X,

D: Il rapporto tra Lefebvre e Constant in relazione alla produzione di utopie concrete e interculturali è una riflessione centrale. Le utopie concrete e interculturali e la loro produzione sono temi che hanno accompagnato tutto il percorso di Stalker e anche le tue ricerche accademiche. Immagino che tu sia venuto in contatto con il pensiero di Lefebvre durante la scrittura del tuo libro su New Babylon, l’utopia nomade progettata da Constant (Careri 2001).

22/04/20

Careri/Valenzuela: Conversacion sobre Espacio y Territorio


Conversazione con German Valenzula dalle nostre case a Talca e Roma.
Da qui nasce la idea di invitare tutt@ ad aprire le proprie mappe di viaggi che hanno a casa e cominciare a trovare di di fuga.

10/04/20

ArtiCiviche2020 Lezione Mario Hidrobo. Mappe digitali.



Lezione di Mario Hidrobo su strumenti e tecniche delle mappature digitali. App per restituire il camminare su google maps e per progetti partecipativi.
https://www.mariohidrobo.com/

27/03/20

Melbourne Design Week, 6-18 march 2020

Unplanned wandering with Francesco Careri 

in Footscray during Melbourne Design Week 2020
Earlier this month, on the cusp of our new physically distanced reality, we were in the midst of 'Walking. A Subversive Design Act', a program we curated for Melbourne Design Week 2020. It included a by-invitation symposium, as well as a walk and a talk with Italian artist and author Francesco Careri. 
With things going the way they have, we made the decision to postpone the symposium and rethink the talk with Francesco Careri. The talk was planned to take place at the National Gallery of Victoria. Instead, we recorded it at our studio so that it can be watched at home. In this lecture, Francesco talks about his practice of collective walking and its capacity to shape spaces, create meaning and form connections between people.
For more on Francesco’s practice, listen to this walking interview he did with Jonathan Green for ABC Radio National’s Blueprint program while he was here. 
And to soundtrack your next lockdown-appropriate perambulations, here is a playlist of ‘music to walk to we commissioned from Melbourne-based artist Sui Zhen.
Stay safe and well.

19/09/17

CAMMINARE A LIMA 12-17 giugno 2017



TRE CAMMINATE A LIMA
DALLE ANDE AL MARE COME FOSSIMO GOCCE D'ACQUA
Lima, 12 - 17 giugno 2017 _ PUCP Pontificia Universidad Catolica del Perù
a cura di gruppo di ricerca EMPLAZAR Espacio + Arte + Publico
MAPP - Maestría en Arquitectura y Procesos Proyectuales

Chi perde tempo, guadagna spazio

A-ghost city, Marco Passaro, Esplorazione da porta San Giovanni
Intervista di Valeria Verdolini a Francesco Careri per Associazione Jazzi

L’associazione Jazzi si occupa dell’abitare la natura e del recupero dei percorsi lenti. Nella nostra ricerca abbiamo incontrato il lavoro di “Walkscapes” che ci sembra un ottimo spunto di ricerca e riflessione. Ne parliamo con l’autore, Francesco Careri, docente di Arti Civiche all’Università di Roma Tre. 

Dalla biografia si evince che la tua è una formazione in studi architettonici. Come inizi ad occuparti del camminare?

Gli Uni e gli Altri

articolo scritto in occasione di 
a cura di Giovanni Caudo, Janet Hetman, Annalisa Metta

Case vecchie, case nuove, case di lusso, casermoni, torri, stecche, villettopoli, baraccopoli, zone agricole, industriali, commerciali, ferroviarie, orti urbani, campi arati, campi incolti, parchi, giardini, fiumi, torrenti, rovine antiche, rovine contemporanee, altri tempi, altre epoche, altri abitanti, altre velocità, altre culture, altre abitudini. Compresenti, presenti insieme, ibridi, contaminati, estranei, eterogenei. Uno dopo l’altro, uno di fronte all’altro, uno dentro l’altro, uno sopra all’altro. Già… ma soprattutto, qual è l’Uno e qual è l’Altro? E noi… siamo nell’Uno o nell’Altro? E se siamo nell’Uno, siamo proprio sicuri di saperlo vedere, l’Altro? Siamo certi di saperlo riconoscere il diverso da noi Uni? E di saper accettare il suo voler rimanere Altro, finanche il suo rifiuto di diventare noi? Siamo capaci di non voler assimilare, colonizzare, omologare, pacificare l’Altro? Siamo disposti a non indurlo a diventar semplicemente uno dei tanti Uno?

PASEAR, DETENERSE


CAMMINARE, FERMARSI è il titolo del mio ultimo libro uscito per l'editore Gustavo Gili, in spagnolo e in portoghese. Spero che prima o poi ci sarà un'edizione italiana. Qui trovate intanto l'introduzione in italiano e un manifesto neobabilonico:

25/09/15

careri@paris la villette 2 octobre 2015

VENDREDI 2 OCTOBRE 2015 à 9h30 au Département de recherche ENSA Paris la Villette, 118 avenue Jean Jaurès. 75019 Paris
TITRE: De la part de « recherchés »  PDF
«Je n’aime pas la recherche quand elle n’est utile qu’à ceux qui la font. Je pense qu’il importe de le dire aujourd’hui, au moment où la recherche a recommencé enfin à aborder des questions « sociales » et qu’elle est de nouveau menée « sur le terrain ». Mais il arrive encore trop souvent que de jeunes chercheurs (qu’il soient des philosophes, des architectes ou des urbanistes) se déguisent en ethnologues et qu’ils demandent aux « autochtones » de leur faire cadeau de leur temps, de leurs histoires et de leurs idées pour ensuite s’en aller. Ils rentrent chez eux pour rédiger une thèse que souvent personne ne lira, sauf les membres du jury universitaire. Rien de tout cela ne me paraît utile pour le territoire et pour les personnes étudiées, pour ce que j’appelle les « recherchés ». Certains chercheurs écrivent que leur présence sur le terrain peut servir à déclencher des processus. Plus j’avance et plus je trouve cette expression prétentieuse, creuse et fausse. Il est très difficile de mettre en oeuvre des processus réels et durables. Souvent la recherche s’achève avec les photos d’un banquet ou d’une rencontre qui resteront sans suite. Il me paraît donc plus honnête de se présenter comme les explorateurs désirants de processus en devenir, de participer à un processus en cours et de l’alimenter par notre propre énergie. Si le processus est déjà en cours, il se poursuivra même après notre sortie du terrain de jeu. Et c’est justement ici, dans la sortie du terrain, que l’on peut mesurer la qualité territoriale et politique de la recherche, sa puissance de transformation. La phase la plus importante de la recherche est celle de sa reterritorialisation : comment, où et quand communiquer ce que nous avons compris. Trouver les langages qui conviennent pour transmettre aux « recherchés » les résultats de notre recherche : voici le point fondamental à mes yeux.»

26/03/15

Walking as Civic Art.

Patrick Geddes with residents of the Scots College,
Montpellier 1930.
Camminare come Arte Civica 
(o dove si narra del perché di questo corso con questo nome...) articolo scritto per un catalogo di arte sul camminare, ma rifiutato perchè troppo personale...

abajo hay una traducion castillana

Nel 1913 Patrick Geddes, già affermato biologo di Edimburgo, inventa Civics un nuovo corso universitario dedicato allo studio pratico della città, vista attraverso gli occhi di Darwin, applicando l’evoluzionismo alla civitas. È la nascita di una nuova disciplina ancora inesistente: l’urbanistica itinerante, una Scienza Civica che propone agli studenti e futuri planners, di immergersi direttamente tra le sue pieghe, di “sottrarsi alle correnti astrazioni dell’economia e della politica, nelle quali siamo stati tutti più o meno allevati, per tornare allo studio concreto da cui la politica e la filosofia sociale ebbero origine in passato, ma dal quale si sono in seguito allontanate: quello delle città come sono, o piuttosto così come le vediamo crescere”.[1] L’urbanistica nasce dunque a piedi, in modo labirintico e partecipativo, un metodo deambulatorio che permette di leggere e trasformare le città. Il cui prodotto non è una visione astratta e zenitale di statiche mappe colorate in zone funzionali, ma piuttosto un racconto fenomenologico evolutivo, descritto da un punto di vista orizzontale messo in movimento camminando tra le pieghe della città: la survey walk.

19/02/15

Tano, Blu e il Porto Fluviale

Tano, Blu e il Porto Fluviale
di Francesco Careri (Stalker/LAC)

Domenica 1 febbraio 2015, via Ostiense, Roma. Seguo il corteo tra i fumogeni rossi e le famiglie dei migranti con le carrozzine. All'angolo con via del Porto Fluviale due figure amiche sembrano il gatto e la volpe del film di Pinocchio. Sono Tano D’Amico[1] e Stefano Montesi, gli strumenti di lavoro appesi al collo, ridono e scherzano accarezzando le loro macchine fotografiche. Sono anni che vedo questa scena, nelle manifestazioni, durante gli sgomberi dei rom, gli sfratti, le occupazioni. Mi mette a mio agio sapere che ci sono anche loro, mi avvicino salutando e capisco che stanno ammirando l’ultimo capolavoro di Blu[2] davanti ai loro occhi: la grande nave degli speculatori edilizi attaccata dalle barchette dei pirati del movimento. È il nuovo dipinto sulla facciata del Porto Fluviale, la vecchia caserma dell’aeronautica militare, occupata dal Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa più di dieci anni fa[3].

11/12/14

Careri@Madrid 2-5 diciembre. II Congreso Internacional Espacios Sonoros 2014

ESPACIOS SONOROS Y AUDIOVISUALES 2014:  
EXPERIMENTACIÓN SENSORIAL Y ESCUCHA ACTIVA
JIEM 2014 - 20ª JORNADAS DE INFORMÁTICA Y ELECTRÓNICA MUSICAL
Centro Superior de Investigación y Promoción de la Música, UAM
Departamento Interfacultativo de Música, UAM
Salón de Actos de la Facultad de Filosofía y Letras
Universidad Autónoma de Madrid
Del 2 al 5 de Diciembre, 2014

24/10/14

CARERI @ DIJON 24 -28 NOVEMBRE







ENSA DIJON, DESIGN & ART, 24 -28 NOV.
Workshop de Francesco Careri

Le workshop sera un travail de recherche et action sur un bâtiment HLM de la Cité du Soleil qui sera bientôt démolie. L’idée est d’utiliser un appartement comme quartier général d'une action poétique, ludique et sociale pour construire des relations avec les habitants et le lieu. À une première phase d'exploration suivra une deuxième de réflexion commune pour réaliser une action publique. Le travail sera de type collectif.


09/10/14

CARERI - WORKSHOP @ ZO CATANIA, FILFEST 4-5-6 DICEMBRE

Filfest logo Tornare a riflettere sul nostro modello di sviluppo urbano, per capire come valorizzare un patrimonio relazionale capace di determinare il benessere delle persone, nei luoghi di lavoro come nella vita sociale e familiare


il workshop si terrà nel quartiere di San Cristoforo