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07/12/13

Roma. I migranti, i senza tetto e il diritto alla città

di Francesco Careri e Azzurra Muzzonigro

Sabato 26 maggio, via prenestina 913, ore 22,30. Siamo qui per una mostra del MAAM, un acronimo che sta per Museo dell’Arte e dell’Altrove di Metropoliz, e che fa il verso al MAXXI al MACRO e ai molti musei inaugurati nelle città italiane nell’ultimo decennio. Entriamo dal cancello, attraversiamo la piazza del Campidoglio ridisegnata a terra scientificamente dai nostri studenti di architettura e seguendo la musica tra i corridoi della fabbrica, arriviamo a un jam session di ragamuffin in un’atmosfera da inizio anni 90, con il sound system che pompa i bassi. 

18/05/12

LA CITTA' METICCIA alla Biennale dello Spazio Pubblico di Roma 2011

LA CITTÀ METICCIA
SESSIONE TEMATICA DELLA BIENNALE DELLO SPAZIO PUBBLICO
PROMOSSA DA INU - ISTITUTO NAZIONALE DI URBANISTICA
SABATO 14 MAGGIO, ORE 9,30 – AULA F
Ex Mattatoio di Tesaccio, Facoltà di Architettura di Roma Tre

Il tema di questa sessione è quello delle occupazioni a scopo abitativo, osservate non solo come efficaci risposte al problema della casa, ma come interessanti laboratori di spazi pubblici interculturali. Da diversi anni nelle occupazioni la popolazione di origine straniera ha superato quella di origine italiana, ed è lì che si sta sperimentando la città meticcia abitata da popoli provenienti dai cinque continenti. Sono realtà che spesso hanno molto da insegnare al resto della città per quanto riguarda le contaminazioni tra le diverse culture e che recentemente sono state capaci anche di includere comunità di Rom altrimenti destinate a vivere in baraccopoli o in campi fuori dalla città. Le occupazioni, quindi, lette come condomini interculturali dove oltre alle case esistono cortili, giardini, spazi di soglia, spazi comuni ormai estinti nel resto della città. Ma le occupazioni anche come luoghi dove la città ha difficoltà ad entrare e da cui è problematico uscire, enclave le cui mura diventano a volte barriere fisiche insormontabili come i muri dei pregiudizi che le circondano. Sono tante le domande che maturano: Che tipi di spazio pubblico si producono nelle occupazioni? Che ricchezza potrebbero offrire ai quartieri intorno? Come vivono gli occupanti gli spazi pubblici della città? Come rendere permeabili i confini e contaminare il dentro con il fuori e viceversa? Come può entrare la città preservando le caratteristiche di città altra di questi luoghi?
Ne discutono gli abitanti di tre occupazioni - Metropoliz, Tempesta e Porto Fluviale – insieme a Pidgin City, gruppo di ricerca attivato dal Dipartimento di Studi Urbani di Roma Tre, con ricercatori di diverse Università.

22/02/12

autodialogo su metropoliz

Autodialogo su Metropoliz

di Francesco Careri
(scritto per il libro "space Metropoliz" in corso di pubblicazione)











D: dopo l‘esperienza di Savorengo Ker mi sembra che siano cambiate molte cose. Com’è avvenuto il passaggio da Casilino 900 al Metropoliz?
R: si sono cambiate molte cose, direi che l’intero quadro è cambiato. La prima è Stalker, non abbiamo mai detto che sia finito ma che è entrato in una fase di riflessione, come si dice tra fidanzati. La seconda è che il Casilino 900 è stato sgomberato e quindi seppure con molte persone abbiamo mantenuto ottimi rapporti, non c’era più il campo e non aveva senso lavorare con loro dentro ai nuovi campi in cui li avevano rinchiusi. La terza è stata la sfiducia nelle istituzioni, visto com’era andata al Casilino, non ci sembrava più il caso di avanzare proposte alle istituzioni, né loro sembravano interessate a riceverne. E nel frattempo era nato Metropoliz, una realtà nuova che andava in una nuova direzione, verso l’inclusione dei Rom in una “città meticcia”, insomma un’esperienza da seguire, magari cercando di non ripetere alcuni errori compiuti al Casilino. Anche perché dopo che Savorengo era stata bruciata, la nostra idea era di costruire un condominio meticcio in autocostruzione, fare un salto di scala e non più per soli Rom. A Metropoliz questo stava già succedendo e ci è sembrato più interessante seguirne il processo che ricrearlo da zero.

02/01/12

Roma, il risveglio meticcio della citta informale



Roma, il risveglio meticcio della città informale
di Francesco Careri
(articolo scritto per il catalgo della mosta "Sao Paolo Calling", gennaio 2011, in corso di pubblicazione)

Roma ha una lunga storia di città informale. “Alla fine degli anni ’60 – scrivevano Catalano e Rosi nel 1983 - una casa su sei era abusiva; dal 1969 al ’76 si costruiscono 68 mila abitazioni illegali, mentre se ne realizzano 73 mila legalmente; un alloggio su due è stato costruito abusivamente” (1). Per abusivo si intende in Italia tutto ciò che è nato fuori ma anche contro la pianificazione, e con questo termine vengono indicati sia gli insediamenti di baracche che intere porzioni di città con strade e solide case in muratura, anche a più piani. Per decenni migliaia di famiglie - circa 70.000 persone - hanno vissuto in veri e propri slums (2), fino agli anni ’80 quando grazie alle lotte popolari, l’emergenza abitativa è stata definitivamente assorbita, attraverso la legalizzazione della città abusiva e la realizzazione dei quartieri popolari (3). Dopo gli anni ’80 i soli slums in città sono stati i campi nomadi per i Rom, un popolo discriminato che continua a subire un vero e proprio apartheid nel cuore dell’Europa (4).

12/06/11

14-15 giugno PIDGIN NIGHT END

martedi 14 giugno a mezzanotte
ci si incontra all'incrocio tra via palmiro togliatti e via prenestina
per CAMMINARE fino all'alba verso metropoliz
per la conclusione del corso di artì civiche
mercledi 15 si lavora tutto il giorno i situ (via prenestina 913)
il pubblico è invitato a ragiungerci dalle 19.00
per visitare il LUNA PARK
(le idee si raccolgono sul blog)
e per osservare insieme l'ECLISSI LUNARE 
che comincerà già nel pomeriggio
e si concluderà intorno alla mezzanotte

portate cibo lunare, musiche, poesie
buone idee da mandare sulla luna prima del nostro arrivo
l'allunaggio è previsto per settembre

09/06/11

Fare Babele.

Fare Babele. (pubblicato in Gabriele Mina, Fare Babele. Conversazione con Francesco Careri, Manuel Olivares, Michela Pasquali in Gabriele Mina (a cura di), Costruttori di Babele elèuthera, Milano, pp.189197)                                                              

11/01/11

C’era una porta …


C’era una porta …
L’autorecupero ai tempi del Metropoliz (sulla base di quanto racconta Leroy)
di Francesco Careri
(articolo non pubblicato. scritto in occasione dell'articolo su Abitare, vedi post successivo)



Metropoliz. Stazione Rom-A.


Metropoliz. Stazione Rom-A
di Francesco Careri
(pubblicato su “Abitare” n° 503, pp. 94-101)

Dal cancello si vede una facciata di mattoni con appese una trentina di ruote di bicicletta luccicanti. Sembrerebbe una delle “ciclofficine” nate dappertutto in città, poi osservando le persone che entrano ed escono appare chiaro che quelle sono sicuramente ruote Rom, il simbolo del carro e della carovana, dei figli del vento o meglio del popolo eternamente in fuga. Dentro quel capannone che produceva motori per l’aviazione si trova la nuova “Stazione Rom-A”, un grande spazio voltato sotto cui una comunità di Rom Rumeni si è costruita un villaggio, piccole casette intorno ad una piazzetta comune da cui si diramano vicoli sempre più stretti. Un villaggio dentro una fabbrica, tanti tetti sotto un grande tetto. Vengono in mente le capanne nuragiche di Tiscali, costruite sotto un’immensa caverna più di 4000 anni fa. Invece questa è Roma, via Prenestina all’alba del terzo millennio, nella parte Rom del “Metropoliz”, una delle più interessanti occupazioni della capitale. Siamo in uno spazio autogestito diventato famoso per il servizio di Riccardo Iacona su “Presa Diretta” in cui gli architetti Rossella Marchini e Antonello Sotgia - due nomi storici della controurbanistica romana - proponevano un progetto di 200 nuovi alloggi, in applicazione della delibera del 2007 che consente di trasformare i capannoni industriali dismessi in edifici residenziali, a condizione di destinare una quota all’emergenza casa. Il progetto riguarda la gigantesca fabbrica di salumi della Fiorucci - oggi della Ca.Sa. Srl, l’impresa che costruisce la Metro C - occupata il 27 marzo 2009 dai Blocchi Precari Metropolitani, una delle sigle che insieme ad Action e al Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa opera nella capitale per dare uno sbocco concreto all’emergenza casa, un emergenza che a Roma coinvolge più di 100 000 persone.