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30/03/22

Autodialogo su CIRCO

Articolo pubblicato in: Laboratorio CIRCO (eds), CIRCO. Un immaginario di città ospitale, Bordeaux Edizioni, Roma 2021, pp. 21-32

Tutti gli anni, verso il mese di marzo,

una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio,

e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni.

Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero,

che si presentò col nome di Melquíades, diede una truculenta manifestazione pubblica

di quella che egli stesso chiamava l’ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.(Gabriel Garcìa Màrquez, Cent’anni di solitudine, 1969)

Domanda: Ci piacerebbe ricostruire la genealogia del progetto CIRCO come l’ultima tappa di un percorso più lungo alla ricerca di uno spazio di relazione con l’alterità, tra l’andare e lo stare, tra nomadismo e sedentarietà. Se tu dovessi trovare un inizio da dove cominceresti?

Appunti sulla produzione di utopie concrete - Autodialogo di Francesco Careri

 Constant, New Babylon, Gezic op New Babylonsche Sectoren, 1969
(Viste dei settori di New Babylon), fotomontaggio di Victor Nieuwenhuys
.

Testo pubblicato con il titolo: Autodialogo sulla produzione di utopie concrete, in Alessandra Criconia (ed), Una Città per tutti. Diritti, spazi, cittadinanza, Donzelli, Milano 2019, pp 111 - 120, ISBN978-88-5522-002-6

traduzione spagnola in: Autodiálogo sobre la producción de utopías concretas, “DEARQ” n 28, “Nuevas Situaciones”, Universidad de los Andes, Bogotà 2020, pp. 8-17, ISSN 2215-969X,

D: Il rapporto tra Lefebvre e Constant in relazione alla produzione di utopie concrete e interculturali è una riflessione centrale. Le utopie concrete e interculturali e la loro produzione sono temi che hanno accompagnato tutto il percorso di Stalker e anche le tue ricerche accademiche. Immagino che tu sia venuto in contatto con il pensiero di Lefebvre durante la scrittura del tuo libro su New Babylon, l’utopia nomade progettata da Constant (Careri 2001).