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07/12/13

Entrevista de Paola Berenstein Jacques a Francesco Careri

artigo de Paola Berenstein Jacques
Paola: O seu livro, “Walkscapes, o andar como prática estética”, depois de ter sido publicado em espanhol, inglês e italiano vai sair em breve em português (Barcelona, Editorial Gustavo Gili, 2013). Na minha leitura, o texto deve muito e se refere sobretudo ao que você comenta só no final do livro: as caminhadas do grupo Stalker. Em particular a volta de Roma (Stalker attraverso i território attuali), de 1995, já faz muito tempo mas acho importante para começar a conversa, você pode falar um pouco mais dessa caminhada iniciática?

Francesco: Essa é uma pergunta muito fácil, eu esperava algo bem mais difícil para responder [risos]. No livro esta caminhada é a ação final, depois de Robert Smithson, depois dos dadaístas, dos situacionistas, etc, eu coloquei isso no livro não exatamente para glorificar o grupo Stalker mas para prestar uma homenagem. Se não tivesse havido esta caminhada eu nunca teria escrito este livro!

Paola: Isso fica claro, ao menos para mim ficou claro, no final do livro...

Francesco: Mesmo se quando eu escrevi o livro nós já estivéssemos em outra etapa com Stalker, com o projeto Campo Boario, um trabalho mais de interação com a cidade multicultural, já não era tanto uma questão de caminhar mas de habitar os lugares intersticiais. Essa caminhada hoje já é muito conhecida[1].

Paola: Mas no Brasil ainda não é tão conhecida assim, por isso acho que talvez seja importante falar nela para explicar o livro...

A Parabola do São Cosme na Vila Paraíso

di Francesco Careri, Maria Rocco, Giorgio Talocci per LAC_Laboratorio Arti Civiche
pubblicato su "Redobra" n°10 (scarica pdf)
   
Apprensione
Approcciandosi al tema dell’apprensione urbana tramite il corpo in una città come Salvador, il LAC  ha voluto declinare la parola apprensione nel suo significato di timore di un pericolo che fa comprendere lo spazio con maggiore intensità e rapidità di percezione, concentrandosi sul tema della paura dello/nello spazio pubblico.
Nelle grandi città, lo spazio pubblico è sempre meno il luogo dell’incontro con l’altro ma sempre più il luogo della paura dell’altro, del diverso o dello sconosciuto, da cui ci si deve difendere e proteggere; si diffondono dappertutto misure e politiche pubbliche tese a garantire la ‘sicurezza urbana’, alle quali i cittadini accettano di sottostare anche se limitano sempre più la propria libertà e i propri diritti sullo spazio pubblico.
Questo accade per via di una mitologia della paura costruita nei confronti del diverso, visto come qualcosa che minaccia, con la sua presenza, il nostro modo di vivere.
L’obiettivo del LAC era stabilire una nuova mitologia dello spazio pubblico come luogo dell’incontro e della conoscenza dell’altro e della città, nella convinzione che la frequentazione e il senso di appartenenza ai luoghi producono una loro sorveglianza e cura spontanee.

30/06/12

prima del film SAUDE! all’Ambasciata del Brasile a Roma

SAUDE!
Metropoliz a São Francisco
Panel discussion su uno scambio fra insediamenti informali a Roma e São Paulo
Martedì 3 luglio 2012 ore 16.00 – 19.00
Presso l’Ambasciata del Brasile a Roma, Piazza Navona 10, Roma
Con il patrocinio dell’ Ambasciata del Brasile in Italia.

Il tema della panel discussion è l'esperienza internazionale di scambio fra insediamenti informali tra Roma e São Paulo. L’obiettivo del progetto São Paulo Calling è il confronto degli insediamenti informali di sei città del mondo con sei favelas di São Paulo. Il progetto crea l’opportunità di aprire un dibattito internazionale sulle politiche che governano tali spazi nelle città contemporanee di tutto il mondo. Gli insediamenti informali sono ormai una parte fondamentale delle nostre città, che cresce più velocemente della capacità delle amministrazioni pubbliche di prevederne lo sviluppo.

Proiezione del video-diario SAUDE! di Issu Production (Laura Cionci, Azzurra Muzzonigro, Daniele Zacchi)

07/02/12

CAMINADA SAO FRANCISCO, BRAZIL 29-01-2012

Caminada São Francisco
di Francesco Careri
scritto in occasione della Jornada da Habitação
per la mostra “São Paolo Calling”  blog on field
english text below

“Hospital! Hospital!” e poi “Labirinto! Labirinto!” Sono questi di due slogan che ci guidano. Li gridano gioiosamente i bambini in testa a una lunga sfilata di persone vestite di magliette bianche con cuori rossi dipinti a mano, sotto un sole impietoso tra le salite e le discese di Sao Francisco. A sfilare è a Comunidade de São Francisco, una “favela” di 35.000 persone a nord est di São Paolo che la Sehab - Secreteria Municipal de Habitação sta trasformando in “città”. È la prima Jornada da Habitação della mostra “São Paolo Calling” a cura di Stefano Boeri che nei prossimi mesi porterà altre giornate come questa in diverse zone della città.

02/01/12

Roma, il risveglio meticcio della citta informale



Roma, il risveglio meticcio della città informale
di Francesco Careri
(articolo scritto per il catalgo della mosta "Sao Paolo Calling", gennaio 2011, in corso di pubblicazione)

Roma ha una lunga storia di città informale. “Alla fine degli anni ’60 – scrivevano Catalano e Rosi nel 1983 - una casa su sei era abusiva; dal 1969 al ’76 si costruiscono 68 mila abitazioni illegali, mentre se ne realizzano 73 mila legalmente; un alloggio su due è stato costruito abusivamente” (1). Per abusivo si intende in Italia tutto ciò che è nato fuori ma anche contro la pianificazione, e con questo termine vengono indicati sia gli insediamenti di baracche che intere porzioni di città con strade e solide case in muratura, anche a più piani. Per decenni migliaia di famiglie - circa 70.000 persone - hanno vissuto in veri e propri slums (2), fino agli anni ’80 quando grazie alle lotte popolari, l’emergenza abitativa è stata definitivamente assorbita, attraverso la legalizzazione della città abusiva e la realizzazione dei quartieri popolari (3). Dopo gli anni ’80 i soli slums in città sono stati i campi nomadi per i Rom, un popolo discriminato che continua a subire un vero e proprio apartheid nel cuore dell’Europa (4).