Articolo pubblicato in: Walkabout Pasolini, in: María Bastianes y Andrés Catalán (ed. y trad.), Pier Paolo Pasolini, Maravillosa y mísera ciudad, Ultramarinos, Barcelona, 2022.
Il 24 maggio del 1958 su “Vie Nuove”, rivista del Partito Comunista italiano, viene pubblicato a firma di Pier Paolo Pasolini, il Viaggio dentro Roma e dintorni, con tre articoli sulle recenti trasformazioni urbanistiche e sociali di Roma: il fronte della città, i tuguri, i campi di concentramento.[1] Due anni prima, nel marzo del 1956 c’era stata una grande nevicata fuori stagione, che aveva completamente isolato dal centro della città i nuovi insediamenti informali nati nelle periferie. Migliaia di persone all’improvviso erano rimaste al freddo, senza cibo né acqua. Per portare i primi aiuti si era attivato un gruppo di intellettuali comunisti tra i quali Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante e Alberto Moravia[2]. Da queste prime esplorazioni era nata una famosa inchiesta sulla situazione delle Borgate Romane, condotta dall’antropologo Franco Cagnetta, con la documentazione fotografica di Franco Pinna, gli studi sulle condizioni alimentari e sanitarie di Giovanni Berlinguer, i primi studi di etnomusicologia di Giorgio Nataletti e Diego Carpitella. È da quella inchiesta che cominciò quel dibattito politico sulla necessità di costruire nuovi quartieri popolari, che avrebbe portato venti anni dopo alla costruzione del primo grande Piano di Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.), ossia la nuova trasformazione urbana che Pasolini non ha avuto il tempo di vedere.
