martedi 14 giugno a mezzanotte
ci si incontra all'incrocio tra via palmiro togliatti e via prenestina
per CAMMINARE fino all'alba verso metropoliz
per la conclusione del corso di artì civiche
mercledi 15 si lavora tutto il giorno i situ (via prenestina 913)
il pubblico è invitato a ragiungerci dalle 19.00
per visitare il LUNA PARK
(le idee si raccolgono sul blog)
e per osservare insieme l'ECLISSI LUNARE
che comincerà già nel pomeriggio
e si concluderà intorno alla mezzanotte
portate cibo lunare, musiche, poesie
buone idee da mandare sulla luna prima del nostro arrivo
l'allunaggio è previsto per settembre
Fare Babele.
Fare Babele. (pubblicato in Gabriele Mina, Fare Babele. Conversazione con Francesco Careri, Manuel Olivares, Michela Pasquali in Gabriele Mina (a cura di), Costruttori di Babele elèuthera, Milano, pp.189197)
Gabriele Mina: Le esplorazioni di Stalker Osservatorio Nomade spesso registrano, nelle periferie o in altri spazi del tessuto urbano, le tracce di autocostruzioni e spazi temporanei, reinventati da pratiche sociali. Come se la grande New Babylon di Constant si traducesse in una mappa povera, fatta di architetture effimere e abusive, resistenti a qualsiasi pianificazione. Oltre al significato primario – ripararsi, mangiare, incontrarsi, dormire – ti sembra di cogliere in questa “architettura babelica” un significato artistico? Oppure siamo noi, flâneurs delle zone irregolari, a voler cogliere a tutti i costi una bellezza nelle baracche, nel caos delle strutture, nella “architettura senza architetti”?
Francesco Careri: Una frase che io cito spesso di Constant è questa: “I veri costruttori di New Babylon saranno i neobabilonesi”. Constant e i situazionisti venivano criticati di elaborare immaginari senza progettualità: lui replicava che New Babylon sarebbe stata un’architettura della “auto rappresentazione”, costruita dagli abitanti a loro immagine e somiglianza.
Francesco Careri: Una frase che io cito spesso di Constant è questa: “I veri costruttori di New Babylon saranno i neobabilonesi”. Constant e i situazionisti venivano criticati di elaborare immaginari senza progettualità: lui replicava che New Babylon sarebbe stata un’architettura della “auto rappresentazione”, costruita dagli abitanti a loro immagine e somiglianza.
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